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Openomy: 1 GB di spazio per archiviare e condividere documenti in rete gennaio 5, 2006

Posted by didatic - lmreale in TIC.
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Openomy (ancora quasi sconosciuto in Italia: Google per la ricerca nazionale segnala oggi appena 52 risultati contro 49.500 internazionali) è un progetto iniziato nell’estate del 2005 da Ian Sefferman e disponibile da novembre.

Consiste in un file system Web che offre (per il momento gratis) ben un gigabyte (1 GB) di spazio: permette l’archiviazione di documenti e il loro ordinamento non più in singole cartelle (secondo una rigida gerarchia) ma sulla base di marcatori (tag) assegnati. Si tratta dunque di un sistema di classificazione semantico, molto flessibile. Ha un APIs aperto che chiunque può usare per scrivere applicazioni, ossia per l’integrazione di Openomy nelle applicazioni web.

Il nome Openomy (che si dovrebbe pronunciare in inglese open-ooh-me) è derivato dal fatto che il nucleo di Openomy è aperto: chiunque può sviluppare gli strumenti per usare Openomy. La conclusione è una fusione del suffisso di origine greca -nomy, che allude alle regole, alle leggi, o alla conoscenza in un campo particolare. Uno degli obiettivi di Openomy è infatti di contribuire alla diffusione delle conoscenze sui software a sorgente aperto.

Il progetto è realizzato nell’ottica del Web 2.0 cioè di applicazioni web più o meno complesse, che mirano a sostituire i programmi che installiamo direttamente sul PC.

Openomy/RSS è un sistema che permette di condividere i propri marcatori (e quindi i propri file) tramite feed RSS. Il titolare di uno spazio nel database di Openomy può decidere in questo modo quali contenuti rendere pubblici.

Possibili applicazioni didattiche

Mi vengono in mente almeno due possibili applicazioni in ambito didattico:

  1. Anzitutto, il capiente deposito di file offerto da Openomy potrebbe servire a realizzare un comodo archivio di backup della documentazione scolastica pubblica, anno per anno.
  2. Secondariamente, la condivisione delle risorse mediante i feed RSS stimola la didattica collaborativa e favorisce l’affermazione di un’ottica di rete nella produzione dei materiali scolastici.

Riferimenti in rete

Per saperne di più è opportuno:

  1. leggere la spiegazione dello stesso Sefferman, Introducing Openomy (07 luglio 2005);
  2. consultare il wiki con la documentazione ufficiale;
  3. consultare periodicamente il blog ufficiale e i messaggi del gruppo di discussione di Openomy.

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